Salento da assaporare: un viaggio tra Borgagne, mare Adriatico e cucina di masseria

Il Salento non comincia necessariamente davanti al mare. A volte basta lasciare la costa per pochi chilometri e imboccare una strada tra campagne e muretti a secco per scoprire un territorio completamente diverso da quello delle località balneari.

È quello che accade intorno a Borgagne, frazione di Melendugno nell’entroterra della provincia di Lecce. Torre dell’Orso e Sant’Andrea sono vicinissime, eppure qui il ritmo cambia: le spiagge lasciano spazio agli uliveti, ai cortili e a un piccolo centro storico che conserva ancora un rapporto molto forte con il territorio circostante.

Per chi ama unire viaggio e gastronomia, questa parte del Salento permette di costruire facilmente una giornata senza scegliere tra mare, borghi e buona tavola.

Borgagne, una deviazione che vale la pena fare

Borgagne si trova sulla direttrice che conduce da Melendugno verso Torre Sant’Andrea.

Il portale turistico regionale Viaggiare in Puglia la descrive come un borgo fortificato sorto nel XVI secolo e circondato dagli uliveti. Il suo punto di riferimento storico è il Castello Petraroli, attorno al quale si sviluppò parte dell’abitato.

È uno di quei paesi nei quali non serve avere una lunga lista di monumenti.

Vale piuttosto la pena camminare senza fretta, osservare le case, attraversare la piazza e concedersi una pausa prima di proseguire verso la costa.

Chi desidera approfondire storia e caratteristiche del paese può consultare la scheda di Borgagne sul portale turistico ufficiale della Puglia.

Dal borgo al mare in pochi chilometri

Uno dei vantaggi di questa zona è la possibilità di passare rapidamente dalla campagna all’Adriatico.

La costa di Melendugno comprende alcune delle località più note del Salento orientale. Torre dell’Orso, con la sua baia sabbiosa e i faraglioni delle Due Sorelle, è uno dei punti più conosciuti.

Poco più a sud, Sant’Andrea offre invece uno scenario differente, fatto di roccia chiara, faraglioni e insenature.

Se il viaggio si svolge in estate, la soluzione migliore è spesso partire presto. Qualche ora al mare durante la mattina permette di evitare almeno in parte le temperature più alte e lascia spazio, nel pomeriggio, alla scoperta dell’entroterra.

A settembre il programma può diventare ancora più flessibile, grazie a una costa generalmente meno affollata.

La cucina racconta il territorio quanto il paesaggio

In Salento mangiare non rappresenta semplicemente la pausa tra una visita e l’altra.

Molti piatti raccontano la storia agricola della zona: verdure, legumi, pasta fresca, pane, olio, formaggi e preparazioni nate da ingredienti semplici continuano a occupare un posto importante nella cucina locale.

La ristorazione in masseria permette di aggiungere a questa esperienza anche il contesto.

Non si entra soltanto in una sala da pranzo, ma in edifici nati originariamente intorno all’attività agricola e successivamente recuperati per nuove funzioni.

Nella campagna di Borgagne, tra Lecce e Otranto e a pochi chilometri dal mare, si trova ad esempio il ristorante di Masseria del Bosco, nato inizialmente per gli ospiti dell’agriturismo e successivamente aperto anche alla clientela esterna. La struttura è ricavata da una masseria rurale risalente alla metà dell’Ottocento.

È una possibile tappa da inserire nel viaggio senza trasformare la giornata in un itinerario costruito esclusivamente intorno al ristorante.

Perché fermarsi nell’entroterra dopo una giornata di mare

Il momento più interessante arriva spesso nel tardo pomeriggio.

Dopo ore trascorse sulla costa, tornare verso l’interno significa ritrovare temperature diverse, luce più morbida e un paesaggio che cambia improvvisamente.

È il momento giusto per passeggiare a Borgagne oppure attraversare le strade di campagna prima di cena.

In questo modo anche la gastronomia diventa parte del racconto del luogo: ciò che arriva nel piatto trova un collegamento immediato con il paesaggio appena attraversato.

Cosa assaggiare durante un viaggio nel Salento

Un soggiorno salentino sarebbe difficile da immaginare senza concedersi almeno qualche piatto della cucina locale.

Tra trattorie, forni, mercati e ristoranti si incontrano preparazioni molto diverse. Le friselle condite con pomodoro e olio sono perfette nelle giornate estive; cicorie e legumi raccontano invece l’anima più contadina della cucina.

Ci sono poi paste fresche, ortaggi di stagione, formaggi e naturalmente il pasticciotto, da riservare magari alla colazione del giorno successivo.

Il consiglio è non cercare di assaggiare tutto durante una sola cena.

Una parte del piacere sta proprio nel distribuire le scoperte durante il viaggio: un forno al mattino, un pranzo veloce vicino al mare e una cena più lenta nell’entroterra.

Un itinerario semplice per una giornata

Un programma possibile può iniziare al mattino sulla costa di Torre dell’Orso.

Dopo qualche ora di spiaggia si può proseguire verso Sant’Andrea per vedere i faraglioni e fermarsi lungo uno dei punti panoramici della zona.

Nel pomeriggio, quando il sole diventa meno intenso, si rientra verso Borgagne. Una passeggiata nel centro permette di conoscere un lato del territorio che spesso rimane fuori dagli itinerari di chi passa l’intera vacanza nelle marine.

La sera può essere dedicata alla cucina salentina, scegliendo una trattoria del paese oppure spostandosi nelle campagne circostanti.

Il giorno successivo Otranto è abbastanza vicina da proseguire il viaggio lungo l’Adriatico.

Anche fuori stagione il Salento cambia sapore

Questo itinerario non è riservato all’estate.

Tra settembre e ottobre il rapporto con il territorio cambia: diminuisce il traffico verso le spiagge, i borghi tornano a ritmi più tranquilli e diventa più piacevole dedicare tempo alle campagne e ai piccoli centri.

Il bagno in mare dipenderà dalla giornata, ma il viaggio acquista altre possibilità.

Ci si può fermare più a lungo a tavola, raggiungere Otranto senza la pressione dell’alta stagione oppure costruire itinerari nell’entroterra che durante agosto vengono spesso sacrificati in favore della costa.

Anche la cucina segue maggiormente la stagione, offrendo un motivo in più per tornare nello stesso territorio in momenti differenti dell’anno.

Viaggiare con appetito, ma anche con curiosità

Il turismo gastronomico funziona meglio quando il cibo non viene separato dal luogo che lo produce.

Una masseria, un forno di paese o una piccola trattoria diventano interessanti non soltanto per ciò che servono, ma perché permettono di capire qualcosa in più del territorio circostante.

Nella zona tra Borgagne, Melendugno e la costa adriatica, la distanza tra campagna e mare è talmente ridotta che i due paesaggi possono essere vissuti nella stessa giornata.

E forse è proprio questa la formula più piacevole per scoprire il Salento: evitare di scegliere tra una giornata di mare e un viaggio nell’entroterra, lasciando che siano una nuotata, una strada tra gli ulivi e una cena senza fretta a comporre, insieme, l’itinerario.